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Luglio-Novembre 2009


La nascita di un progetto: un percorso difficile che si è rivelato un’esperienza unica

di Cristina Bruschi
Vicepresidente Nazionale
Presidente ANTA onlus Massa Carrara


Titolo Progetto: Cane Educato Cane Adottato
Quando il beneficio della relazione tra cane di canile e disabile diventa reciproco


A volte hai in testa un’idea, ma fai fatica a metterla in pratica perché non sai se può essere un’idea valida o finire nei peggiori dei modi, fino a quando non incontri una persona nella sua semplicità e bellezza ti fa vedere e capire che se vuoi tutto è possibile. E allora alla domanda:- potrà mai un disabile, con tutte le problematiche di chi è disabile, educare un animale che fino ad ieri ha conosciuta solo una gabbia come casa? Potrà un cane interagire con un disabile, senza creare problemi?
La risposta è SI, mille volte SI,ne abbiamo avuto la dimostrazione man mano che il Progetto prendeva forma e sostanza.

L’idea è della Dott.ssa Laura Paglini (educatore cinofilo, pet operator, laureata al Tacrec dell’Università Veterinaria di Pisa), la persona che le ha fatto credere che tutto ciò era possibile e che ci ha convinto ad appoggiare l’iniziativa come associazione è stata Giorgia Massari, 25 anni, (nella foto con Toby) una nostra volontaria affetta da una malattia genetica degenerativa che la costringe su una sedia a rotelle, ma che non gli ha minimamente scalfito le sue capacità intellettive e relazionali. Una ragazza che combatte contro una terribile malattia, ma che ha trovato nell’affetto degli animali, la voglia di distrarsi dalla sua malattia e rivolgere le sue attenzioni a chi ha bisogno di affetto e amore perché qualcuno meno sensibile ha pensato di abbandonarlo in un canile.
Giorgia, dicevamo, ha iniziato a frequentare il canile in primavera inizio estate, cercava un cagnolino, ha trovato Toby che ha poi adottato, ma ha anche trovato un mondo a lei sconosciuto, quello dei cani abbandonati nei canili, nello specifico ben 250 ospitati nel canile, il canile è quello di Tavolara a Castelnuovo Magra. Ha portato a casa Toby, ma ha voluto tornare per dare il suo contributo e fare volontariato. I genitori l’hanno assecondata perché si erano accorti che in lei si è riaccesa una luce nei suoi occhi che prima di conoscere Toby si era spenta.

Dopo poco capita l’occasione di un Tirocinio per una Tesi di Laurea con l’Università di Pisa e Claudia Bracco laureanda al Tacrec, Laura Paglini non ci ha pensato su due volte, coinvolge Giorgia e tutta l’associazione che opera con i propri volontari nel canile, i gestori del canile, il Comune di Carrara come tutor esterno, i servizi sociali Centro anch’Io, la ASL 1 Massa Carrara e l’associazione DIV.A di Massa(Diversamente Abili)

Da luglio il progetto è partito, oltre a Giorgia hanno iniziato a frequentare il canile altri 7 ragazzi tutti con disabilità diverse: Daniele Ricci, Presidente dell’ass. DIV.A di Massa anche lui affetto da una patologia che lo costringe su una sedia a rotelle, e poi Massimo, Riccardo, Bruno, Nicola, Silvio, Francesco, tutti accompagnati dai loro tutor e assistenti e operatori. I cani che hanno partecipato al progetto sono stati ben 16 e dodici sono già stati adottati nel corso del progetto.

Difficile adesso spiegare a parole quello che in questi mesi abbiamo assistito, le foto che pubblichiamo parlano da sole. Abbiamo visto ragazzi i primi giorni timorosi e diffidenti diventare man mano che il tempo passava parte attiva nell’educazione del cane. Ma soprattutto i protagonisti di un piccolo miracolo sono stati proprio loro, i cani. Non credo di fare retorica nel dire che loro, i cani sentivano che stavano facendo qualcosa di grande, ricevevano attenzione, amore e la loro risposta era tanto più grande quanto più amore ricevevano. La parola giusta che mi viene in mente è INSIEME, non c’è un altro termine per spiegare quanto cane e disabile sono riusciti a relazionarsi e costruire un rapporto di forte amicizia e reciproco rispetto.

Non ho paura a dire che tutti noi abbiamo assistito a qualcosa che và al di là della comprensione umana. Sono convinta che solo persone che hanno una certa sensibilità possono veramente cogliere e vedere che gli animali che l’uomo relega a suoi subordinati, hanno per noi e nel caso specifico per i disabili, un attenzione maggiore che molte volte noi abbiamo perso troppo presi da noi stessi e dai nostri egoismi.

Un percorso che visto gli ottimi risultati porteremo sicuramente avanti convinti come siamo di quello che è stato il risultato ottenuto.
Combattere contro l’abbandono è anche realizzare progetti come questi che portano l’attenzione delle persone su un problema che viene ritenuto secondario, che fa riflettere su quanto questi cani nonostante abbiano subito l’abbandono sono pronti a ricominciare una relazione con l’uomo.

Guarda la Fotogallery del Progetto...>>>

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Descrizione del Progetto:


Si è trattato di un progetto di educazione comportamentale di alcuni cani del “Canile di Tavolara di Castelnuovo S.R.L.”, convenzionato con il Comune di Carrara, iniziato a luglio, al fine di accrescere il loro indice di adottabilità, ovvero aumentare e affinare quelle doti che li rendono particolarmente adatti all’inserimento in società.
La vera idea innovativa, che ha reso questo un progetto – pilota, il primo in Italia, è che gli educatori dei cani, guidati dall’Educatore Cinofilo D.ssa Laura Paglini e dalla sua tirocinante laureanda al TACREC Claudia Bracco, sono state persone diversamente abili (vari tipi e gradi di disabilità).
La scelta dei cani che hanno preso parte al progetto è avvenuta in seguito ad un insieme di osservazioni e prove comportamentali mirate a verificarne:
• Docilità
• Socievolezza
• Flessibilità cognitiva
• Volontà di cooperare con l’uomo
• Capacità di adattamento e di relazione equilibrata verso le persone e gli altri cani (sia maschi che femmine)
• Attrazione per il cibo e/o per il gioco
• Ottima tolleranza e piacere alla manipolazione ed alla spazzolatura

Tale scelta ha tenuto conto anche di altre importanti requisiti:
• Età superiore ai due anni (un cane più giovane, ha, di per sé, maggiori possibilità di essere adottato)
• Permanenza in canile da almeno un anno
• NO fobie
• NO aggressività (anche se non conclamata)
• NO morsicature in canile, né durante le eventuali precedenti adozioni
• Gestibile facilmente anche al guinzaglio
• Sano e comunque esente da malattie croniche
• Varie tipologie di taglia e mantello

Di fatto, il beneficio scaturito dalla relazione fra cani e disabili, come è facile intuire, è stato assolutamente bidirezionale: i cani ne hanno giovato perché, imparando delle competenze e rendendoli più “visibili”, sono stati più facilmente adottabili; i disabili, dal canto loro, hanno sperimentato l’accudimento di altri esseri viventi ed il senso di responsabilità che ne deriva; ciò ha portato loro all’incremento dell’auto-stima ed al decentramento da loro stessi e dai loro problemi.
Attraverso questo tirocinio si è voluta rovesciare la concezione del canile come discarica e dei cani come rifiuto per cominciare a considerarli risorse. Il canile così valorizzato, infatti, accresce le possibilità di adozione dei soggetti coinvolti e di conseguenza aumenta il predetto indice di adottabilità, da cui discendono meno sofferenze per gli animali e minori costi di gestione per i Comuni.

Infine, sono stati introdotti criteri innovativi per la scelta del cane non più basati semplicemente o soltanto sulle caratteristiche fisiche: razza, taglia, colore, lunghezza del pelo, ma anche sul carattere del cane, la docilità, le competenze acquisite o il feeling che riesce ad instaurare con gli esseri umani.

Durante il progetto sono stati osservati 29 cani, escludendo a priori quelli con gravi problemi comportamentali (aggressività intraspecifica o verso l’uomo, o fobie), che hanno morsicato, troppo anziani, affetti da patologie (anche lievi, ma che li rendevano anche solo infastiditi dal contatto), troppo esuberanti e difficilmente gestibili al guinzaglio.
Di questi 29 cani, 17 non hanno partecipato al progetto per aggressività intraspecifica, scarsa socievolezza, elevata indipendenza, scarsa attrazione al cibo, scarsa inclinazione al gioco, propensione al gesto del morso se si trovavano in difficoltà, elevata esuberanza, lievi problemi di salute (es. otite o artrosi). Dei 29 cani, ne sono stati dati in adozione 12, fra cui anche 3 di quelli non adatti al progetto, ma comunque adatti ad una vita in famiglia.



Per ulteriori info potete contattare l'ANTA Massa Carrara al n° 329 2913524 oppure via mail massacarrara@antaonlus.org




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