Corriere di Policoro -
Aperto il nuovo canile comunale in via Tagliamento
Area Zac (Zona accoglienza cani) è il nome che l’Amministrazione comunale ha scelto per l’inaugurazione del nuovo
canile municipale avvenuto nella mattinata del 24 aprile. Alla celebrazione dell’evento la prima a prendere la
parola è stata l’Avv.ssa Maria Falcone a nome dell’associazione che gestirà il nuovo canile, Anta (Associazione
nazionale tutela animali) sezione di Policoro: “Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati per la creazione di
questa struttura. Ci sono voluti dieci anni di battaglie politiche per vedere finalmente costruito questo canile. E
in questi due lustri tante sono state le difficoltà che abbiamo superato. Il fenomeno del randagismo è difficile da
capire, l’animale non dev’essere visto come un oggetto, ma come un essere vivente che ci dà tanto. Il nostro scopo
non è quello di riempire il canile, che non è un carcere per i cani, ma un punto di collaborazione e informazione
con i cittadini”. Subito dopo è intervenuto il presidente nazionale dell’Anta, Bruno Mei Tomasi: “Ho conosciuto
questa località quando qualche anno fa venero avvelenati dei cani e l’episodio balzò alle cronache nazionali. Noi
in linea di principio siamo contrari ai canili, e non è un paradosso con l’inaugurazione di stamattina, ma siamo
per le sterilizzazioni, per l’applicazione dei diritti agli animali, per l’anagrafe canina. Tutte attività di
prevenzione che precedono l’ingresso dei cani randagi nei canili. Se facessimo più prevenzione eviteremmo di
spendere un miliardo e mezzo di euro l’anno per combattere il randagismo che vede coinvolti un milione e mezzo di
cani in tutta Italia. La legge nazionale quadro 281/91 e poi quelle regionali, in Lucania la 34/93 se non ricordo
male, dettano le direttive per come arginare il fenomeno del randagismo, però in noi è ancora forte la cultura
dell’abbandono per strada senza magari rivolgersi in strutture come queste che possono anche affidarlo a persone
che chiedono esplicitamente l’adozione del migliore amico dell’uomo. Nella nostra nazione sono 300 mila i cani che
hanno un padrone, e molti altri che se ne disfano come se fosse un oggetto con grave danno per l’incolumità
pubblica e la salute dei cittadini molto spesso messa a rischio. Pertanto invito tutti a rivolgersi alle
associazioni per la tutela dei diritti degli animali, oltre alla nostra ce ne sono tante altre tra cui: Empa e Lega
per la difesa dei cani. Tra tutti i canili che ho visitato, questo è sicuramente tra i più moderni e sarà così
anche nella gestione”. Poi a prendere la parola è stato il primo cittadino della città jonica, Nicola Lopatriello,
il quale ha sostenuto: “Una città non è civile se non si preoccupa dei cani. Finora spendevamo 100 mila euro l’anno
per il servizio gestito da un’associazione calabrese che portava i cani a Villapiana; da oggi non è più così con un
risparmio di risorse pubbliche non indifferenti. Non è stato semplice individuare un’area dove ubicare il canile
dato che abbiamo un territorio antropizzato. Ora mi auguro che sia più semplice sensibilizzare i cittadini ad amare
e non abbandonare il migliore amico dell’uomo. Infatti vediamo spesso in Tv canili lager dove si maltrattano i cani
e dove a volte vengono utilizzati in gare da corsa illegali o addirittura educati ad attaccare l’uomo. Quello di
oggi è senz’altro un segnale di civiltà che lanciamo”. Prima del taglio del nastro, Don Carlo Ferrarotti ha
benedetto la struttura. L’area Zac sorge in via Tagliamento, località “Torremozza”, nelle vicinanze del depuratore
comunale.
Ecco una breve scheda tecnica:
Si tratta di una struttura di accoglienza per cani randagi o liberi e appositi locali da destinare a canile
sanitario, nel quale troveranno accoglienza provvisoriamente i cani recuperati in quanto vaganti. La progettazione
è stata indirizzata verso un organismo tipologico unico, semplice, compatto e di immediata lettura percettiva. Tali
caratteristiche dimensionali, sono state ritenute essenziali in fase di progettazione al fine di salvaguardare
l'ambito rurale pur garantendo le legittime necessità funzionali della struttura, infatti, riprende i canoni tipici
delle costruzioni rurali (copertura a falde, sviluppo volumetrico orizzontale e colore chiaro), mirando ad una
piena integrazione con le aree agricole limitrofe.
La tipologia di progetto adottata e la posizione centrale della struttura rispetto all'area di
intervento ha permesso di circondare il manufatto da ampie fasce verdi salvaguardando le
piante di ulivo laterali in quanto mitigano, schermano ed ombreggiano la struttura ed i
cani.
Dimensioni:
– superficie struttura 800 mq circa
– area verde sgambettamento 1500 mq circa
Il Canile è costituito da un'area sanitaria e un'area rifugio:
Area sanitaria: ingresso, ufficio, ambulatorio, depositi, locale per il personale di gestione e
relativi servizi igienici e spogliatoi.
Area rifugio: è caratterizzata da un corridoio centrale che serve i 50 box. Ogni box di 12 mq
è costituito da soggiorno zona notte, soggiorno zona giorno (coperta), soggiorno zona giorno
(scoperta). Il numero dei cani ospitabili è 150 (3 per ogni box).
La struttura presenta le seguenti caratteristiche costruttive:
- struttura portante metallica;
- copertura in pannelli coibentati;
- pareti in pannelli coibentati facilmente lavabili e disinfettabili;
- pavimento area rifugio in cemento industriale elicotterato facilmente lavabile;
- porte esterne e rubinetti ad erogazione manuale in tutti box;
L'opera è stata realizzata in otto mesi nel pieno rispetto delle norme sulle costruzioni e sulla sicurezza.
Inaugurato il canile comunale di Policoro
di Gianluca PIZZOLLA
POLICORO – Consueto taglio del nastro, benedizione e via: il canile comunale di Policoro è finalmente realtà.
L'opera era attesa da oltre un decennio e non è stato facile arrivare alla conclusione. “La risposta civile di
Policoro a tutti quei casi di maltrattamento verso gli animali di cui, quasi quotidianamente, i mezzi di
informazione danno notizia”, è stato il commento del primo cittadino di Policoro, Nicolino Lopatriello, che ha
individuato l'area e premuto sull'acceleratore purchè si arrivasse nel minor tempo possibile alla consegna
dell'opera alla cittadinanza. E non sono mancate le schermaglie - così come ha ricordato nel suo discorso di
presentazione – con altri enti incapaci di tenere i suoi stessi tempi operativi. Alla cerimonia erano presenti
altri esponenti dell'Amministrazione comunale, in particolare l'assessore Luisa Lasaponara che ha seguito con
estremo interesse l'intera vicenda. L'assessore, quando è stato necessario, si è recata insieme con il giovane
progettista, l'architetto Giancarlo Manolio, a Potenza per risolvere le delicate questioni burocratiche legate ai
tanti permessi necessari per realizzare l'opera. Don Carlo Ferrarotti, parroco della Chiesa Madre, che ha benedetto
l'opera, Bruno Mei, presidente dell'Associazione Nazionale Tutela Animali, la stessa che si occuperà della gestione
decennale dell'opera. E poi, la vera anima del progetto: le volontarie. Manuela Calculli da più di dieci anni si
occupa di randagismo con impegno costante. Ha
legato indissolubilmente il suo nome alle attenzioni verso gli amici a quattro zampe a cui non ha mai rinunciato. E
le cronache giornalistiche, attuali e non, testimoniano la sua opera. Da “Life” a “Vogliomorire”, solo per citare
alcuni dei randagi finiti nelle cronache locali e a cui Manuela non ha lesinato, nel recente passato, parte del suo
tempo, del suo denaro e soprattutto del suo amore. Un ringraziamento particolare a Manuela è stato rivolto sia dal
sindaco che dall'avvocato Maria Falcone, presidente dell'Anta Policoro. Il progettista, l'architetto Giancarlo
Manolio, ha ricevuto gli elogi per aver contestualizzato l'opera. Che ricade in una zona delicata, non foss'altro
perchè intorno ci sono campi agricoli. Il canile dispone di 50 box, ciascuno potrà ospitare tre cani. Ma a quanto
ci risulta, già nelle prossime ore gli ospiti in arrivo sono tanti. Buon lavoro, dunque, a Maria Falcone, Manuela
Calculli e Gaia Quinto. Le volontarie storiche di Policoro!