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Data:  30/11/2007


   Sede Nazionale
Sequestro canile a Statte (TA)




30/11/07 - Nota ANTA - Canile Statte e Vs richieste



Ci preme comunicarVi che chiediamo scusa ai tanti che, molto umilmente, logicamente e intelligentemente, pongono domande sulla situazione di Statte direttamente al Presidente, per conoscerne la reale situazione, egli garantisce che ascolterà, leggerà e risponderà a chiunque si mostri interessato/a.
Si conferma che la situazione a Statte (TA) è ben diversa da quella che viene raccontata tramite terza o quarta mano e con tanta faziosità.
L’ANTA e il suo Presidente hanno ricevuto un mandato preciso, le ragioni di questo mandato sono da ricercarsi in ambiti ben diversi da quelli del “grande fratello”, visto che se ne deve rispondere direttamente alla Procura e alle Istituzioni.
Questa condizione deve rimanere sempre ben presente a tutti, anche a quelli che continuano a speculare sulle informazioni distorcendole sino alla diffamazione, chiediamo un po’ di pazienza e chiunque riceverà le adeguate risposte, sotto ogni punto di vista.



Comunicato Stampa del 28/11/07



Ancora diffamazioni e aggiornamento situazione Canile di Statte (TA)

L’A.N.T.A. onlus è stata negli ultimi mesi bersaglio di diffamazioni e insinuazioni che, nonostante tutto, non hanno scoraggiato l’associazione, sempre impegnata su richiesta delle istituzioni nel proporre soluzioni adeguate alla riduzione del problema randagismo. Stranamente, tali calunnie si sono rivelate più pesanti dopo i recenti sequestri di strutture definibili canili lager.
Essenzialmente, i soggetti che si sono resi protagonisti di azioni infamanti sono individui irresponsabili oppure persone riconducibili a chi si sente a rischio ed è intimorito dall’azione che il Corpo Forestale sta svolgendo, in collaborazione con diverse associazioni tra cui l’A.N.T.A. onlus, per frenare le speculazioni a danno degli animali. Alcuni tra i personaggi di cui sopra hanno compreso che l’ondata che sta travolgendo non solo i privati, ma anche le associazioni che non garantiscono un adeguato benessere agli animali, non si fermerà facilmente. La loro reazione è comprensibile. Dall’altro lato, ci sono coloro i quali, nella continua ricerca di ricavare un piccolo spazio per sé e per le proprie opinabili considerazioni, non si sottraggono dall’inveire contro chi cerca in ogni maniera di proporre soluzioni concrete e soprattutto coerenti per cercare di frenare la piaga del randagismo, le cui origini sono ben note. L’A.N.T.A. onlus non resterà a guardare, anzi ha già iniziato ad agire tramite le vie legali nei confronti di questi soggetti, come anche di chi non risulta direttamente coinvolto nella diffamazione, ma a esse si è prestato con troppa leggerezza. Gli effetti di tali azioni legali si sono già manifestati per alcuni.
Obiettivo dell’A.N.T.A. onlus è e rimarrà quello di continuare a garantire il benessere animale, riducendo il numero dei randagi sul territorio attraverso le sterilizzazioni, promuovendo la realizzazione e la corretta gestione delle strutture adatte a ospitare gli animali. La qual cosa significa anche impegnarsi a portare avanti tutte le azioni che vengono affidate all’Associazione dall’Autorità Giudiziaria. Compresa la custodia delle strutture poste sotto sequestro, per tutto il tempo che si dimostrerà necessario.
Per quanto concerne il canile di Statte (TA), l’A.N.T.A. onlus chiarisce che la gestione della struttura, affidata al Presidente dell’associazione dal Corpo Forestale dello Stato, è una misura temporanea. A proposito di ciò, l’ANTA onlus ci tiene a precisare che le polemiche messe in atto anche dall’associazione della polizia ecozoofila sono assolutamente sterili e prive di contenuto. Anche in questo caso, le diffamazioni che sono sorte saranno perseguite. L’A.N.T.A onlus opera sul territorio pugliese già dal 2004, e ancor prima di quella data molte Sezioni erano attive sotto un’altra Associazione. Di sicuro l’A.N.T.A onlus non è l’ultima arrivata tra i soggetti che operano in Puglia contro il randagismo. Il che significa che ogni pretesa da parte di chiunque altro è solo frutto di una pessima informazione.
L’inizio delle segnalazioni che riguardavano l’inadeguatezza del canile di Statte risalgono al 2005: tutti sapevano della condizione catastrofica nella quale erano custoditi i cani, ma nonostante ciò nessuno era mai intervenuto per risanare la situazione in maniera concreta, preferendo affidare all’atto pratico il peso della cura degli animali ai volontari. La Tarentum 2000, cioè la società che amministrazioni locali i compensi dovuti e così giustifica il fatto di aver trascurato gli animali ospitati nella struttura. Questa mancanza da parte dell’amministrazione, però, può essere reale in parte, ma comunque non legittima la scarsa attenzione nella gestione dei cani.
La condizione in cui è stata trovata la struttura è pessima e non rispetta nessuno dei parametri di idoneità. Oltre al problema del sovraffollamento, si registra l’assenza di scarichi fognari e la precarietà e pericolosità degli impianti idrici ed elettrici: nella struttura sono a rischio non solo gli animali ma anche le persone che vi operano.
Servirà molto impegno per garantire ai cani una sistemazione sufficientemente adeguata. Le risorse finanziarie necessarie al raggiungimento di questo fine saranno garantite dalle amministrazioni comunali, in quanto ogni comune è responsabile dei propri animali. L’A.N.T.A non fa altro che dare seguito a tale prescrizione. Allo stato attuale sono a disposizione abbastanza mezzi per assicurare l’alimentazione e le cure sanitarie ai cani. Si sta lavorando su più fronti: l’accertamento dello stato delle cose, ormai completato, il superamento dell’emergenza attraverso l’organizzazione delle risorse e la proiezione futura. La durata dell’incarico trasferito all’A.N.T.A onlus dipenderà da come si evolverà la situazione e dall’impegno dei Sindaci: se le amministrazioni riterranno di porre rimedio immediatamente alla situazione di degrado prendendo le iniziative adeguate, da soli o con l’ausilio delle Associazioni, impegnandosi a realizzare strutture nuove e adeguate, i tempi sarebbero davvero minimi. Altrimenti non è possibile prevedere sin da ora quanto tempo sarà necessario alla soluzione del problema. Comunque, l’A.N.T.A ha ipotizzato un periodo di 12 mesi: a metà di tale percorso sarà convocata una conferenza di servizi per verificare lo stato delle cose.
Risolvere l’emergenza, però, non è abbastanza. Serve maggiore controllo del territorio, sensibilizzare cittadini, amministrazioni e ASL, realizzare un’anagrafe canina e intensificare le sterilizzazioni. Queste ultime sono indispensabili affinché il numero degli animali possa essere contenuto. Non serve a nulla riempire i canili, quando in strada o in luoghi non controllabili nascono continuamente cuccioli che hanno un destino già segnato.






Da Taranto Sera del 15/11/07

«I sindaci spendono male le risorse»

STATTE - Sterilizzazione: è questa la parola chiave per ridurre e pian piano eliminare il fenomeno del randagismo. Ne è convinto anche Bruno Mei Tomasi, presidente dell’Anta onlus nominato custode giudiziario del canile Tarentum 2000, posto sotto sequestro dopo il ritrovamento di carcasse di cani nella vicina gravina di Leucaspide.
Il canile è situato in agro di Statte, ma mai quel Comune ha ricoverato presso quella struttura cani di sua competenza. Quelli al momento ospitati provengono prevalentemente da Taranto, Massafra e Leporano. I rispettivi sindaci ieri si sono incontrati a Statte dove il primo cittadino Angelo Miccoli ha voluto convocare una conferenza di servizi per fare il punto della situazione e cercare di pianificare le azioni per il futuro.
All’incontro sono intevenuti anche l’Asl e il custode Mei Tomasi. E’ stato quest’ultimo a dire che entro un anno la struttura sarà chiusa. “Ci siamo dati un anno di tempo - commenta - per trovare una sistemazione ai 580 cani attualmente ricoverati presso il canile”.
Dove andranno quindi? “Il sequestro della struttura non è solo conservativo, ma impone ai responsabili dei cani e quindi agli amministratori di agire garantendo un nuovo ricovero, idoneo, agli animali di propria competenza. Spetterà a loro individuare nuove strutture”.
Qual è la situazione che ha trovato a Statte e che tipo di azioni state attuando per tutelare gli animali? “Stiamo lavorando su tre fasi: l’accertamento dello stato delle cose, il superamento dell’emergenza creando una mini organizzazione e la proiezione futura. Purtroppo la condizione in cui versa la struttura è pessima, non rispetta nessuno dei parametri di idoneità. Non ci sono scarichi fognari ed anche gli impianti idrici ed elettrici sono a rischio non solo per gli animali ma anche per le persone che vi operano. Proprio questa mattina è intervenuta un’impresa per cercare di sistemare l’impianto elettrico. In merito agli spazi registriamo un sovraffollamento”. In altre occasioni si era ritrovato davanti situazioni così gravi? “Raramente, per fortuna”.
Da Taranto garantiscono la costruzione di un canile entro aprile. E lì che potrebbero essere ricoverati buona parte dei cani del Tarentum? “Sulle promesse altrui non garantisco. Certo è che non mollo e sarà mio compito assicurare una sistemazione idonea a questi cani”. Purtroppo il fenomeno del randagismo è dilagante sul territorio.
Lei che conosce la situazione generale che idea si è fatta? “In Puglia ogni anno vengono spesi circa 150 milioni di euro per mantenere situazioni di degrado. E’ proprio questo che le amministrazioni non capiscono. I canili sono il punto di partenza, ma non la soluzione al problema. Anzi in alcuni casi il problema lo creano visto che proprio lì i cani vengono fatti riprodurre per essere venduti. La Puglia ha il maggior numero di canili. Basti pensare che su 2000 strutture distribuite in tutta Italia, 200 sono in Puglia e sono soprattutto Taranto e Bari a concentrarne il maggior numero”.
Da esperto cosa si sente di consigliare agli amministratori tarantini? “Innanzitutto di pianificare. Parlando con i sindaci sembra che la loro unica preoccupazione sia la spesa per realizzare un canile. Ma è qui che sbagliano, perché con la stessa spesa sarebbe più utile sterilizzare i cani per strada. Non ha senso ricoverarne una parte in canili, che spesso sono ricettacolo di degrado, e lasciare poi che si riproducano fuori. Maggiore controllo del territorio, sensibilizzazione, realizzazione di un’anagrafe canina e sterilizzazione.
Queste sono le soluzioni da adottare”. Volendo fare una classifica di responsabilità quale sarebbe la graduatoria? “In testa credo ci sia l’Asl che è l’organo preposto a fare le sterilizzazioni, poi i Comuni, i cittadini ma anche le associazioni che non sempre adottato tutte le misure idonee a garantire la giusta cura ai cani”.
MARIA DE BARTOLOMEO






COMUNICATO STAMPA del 13/11/07



Canile di Statte (TA): dichiarazioni infondate contro ANTA onlus

Vicepresidente Cristina Bruschi

Ora BASTA!! Di solito non rispondiamo alle provocazioni o alle stupidaggini che vengono fatte girare in rete e/o anche pubblicate sui media, ma quando queste dichiarazioni sono prive di fondamento, meritano risposte adeguate. Quando si fanno dichiarazioni come quelle che circolano ultimamente, non si colpisce solo la singola persona nella qualità di presidente dell’associazione, ma si và a ledere anche l’operato di chi supporta tutta l’associazione nella sua interezza, quindi i membri del Consiglio Direttivo e tutte le Sezioni ANTA con i loro responsabili, i loro membri e volontari, che lavorano bene e con forte spirito animalista, per proteggere e tutelare il benessere degli animali su tutto il territorio nazionale.
In qualità di vicepresidente di questa associazioni mi sento in dovere di intervenire, intanto c’è da chiarire, che il presidente dell’ANTA, Bruno Mei Tomasi, incaricato quale Custode Giudiziario del canile di Statte (TA), posto di recente sotto sequestro, insieme ai Sindaci competenti e al Direttore generale della ASL, non può al momento rilasciare dichiarazioni in quanto è anche Ausiliario di P.G., perciò gli è imposto il silenzio per le indagini ancora in corso sul caso.
Detto ciò, si precisa che il presidente conosce il randagismo e la Puglia come pochi. Lo sanno bene i Sindaci di molti Comuni della zona di Taranto ( tra cui la stessa Taranto, Massafra, Laterza, Castellaneta, San Giorgio, Grottaglie etc etc ) che con lui hanno avuto colloqui e che ancora li incontra per svariate ragioni, legate al randagismo e non solo. Da Lecce a Foggia sono poche le amministrazioni che non ha ancora incontrato.
Non a caso nel settembre del 2005, la RAI lo impegnò per una decina di giorni nell’inchiesta sul randagismo e sul business che da esso se ne produce, la trasmissione andò successivamente in onda su UNO Mattina, in tale occasione l’Italia conobbe anche il canile di Statte, ai più sconosciuto.
A questo punto affermare oggi che l’ANTA e il suo presidente non c’èntrano nulla con la Puglia e Taranto è semplicemente fuori da ogni logica, infatti a seguito di questo suo impegno scrisse nel dicembre 2005 una breve rappresentazione del fenomeno, riportando la situazione nazionale e della Puglia in particolare, relazione visibile sul nostro sito web.
Ora, per quanto riguarda le dichiarazioni circolate, che sono pari a delle vere e proprie diffamazioni nei suoi confronti e nei confronti dell’associazione stessa, esse saranno TUTTE portare all’attenzione dell’autorità giudiziaria nella forma e nei modi che i legali riterranno più opportuno, TUTTI i SOGGETTI interessati risponderanno di ciò che hanno scritto, inviato o fatto circolare, sia penalmente che civilmente.
Per concludere, visto che il benessere degli animali viene da parte nostra messo in primo piano rispetto a tutto il resto, per quanto riguarda il canile di Statte, situazione alquanto complicata, si sta facendo tutto quanto necessario e i Sindaci hanno inteso collaborare, compresa la ASL, se non fosse così sarebbero problemi loro.
Per risolvere il problema del canile di Statte e dei suoi 585 cani ospitati, va programmata la realizzazione di almeno tre strutture, sia per rispondere alla normativa regionale che impone certe limitazioni, che per dare la giusta assistenza ai cani da troppo tempo abbandonati a se stessi ammassati in strutture inadeguate.
Il nostro impegno è di fare in modo che nulla si perda per strada e che le ISTITUZIONI per prime rispondano alle esigenze dei cani. Il volontariato, figura indispensabile, deve intervenire per dare il di più, dopo che le istituzioni hanno dato il necessario che, tra le altre cose, è previsto per Legge.
Al momento non servono fondi, nessuno è stato autorizzato a raccoglierli, non servono alimenti perché questi sono già stati messi a disposizione, servono volontari per essere affiancati a quelli già presenti, attualmente sono presenti 9 persone e ne arriveranno altri sino a 13-15, che poi dovranno essere regolarizzati. Infine servono Veterinari, non per un giorno o due, servono per programmare un ciclo di visite e interventi, in collaborazione con chi è già presente, per dare una risposta sanitaria adeguata alle esigenze dei cani da troppo tempo senza l’assistenza necessaria.
L’associazione si rende disponibile per ulteriori informazioni, è possibile contattarci, come sempre, ai nostri numeri 328 4798131 – 329 2913524 oppure via mail a info@antaonlus.org






Da taranto Sera del 09/11/2007



«Ora la priorità è la salute dei cani»

«La situazione è seria. Senza soldi e senza cure non si possono fare miracoli» è questa l’impressione raccolta ad un paio di giorni dal sequestro del canile della contrada Leucaspide da Bruno Mei Tomasi nominato custode giudiziario insieme al direttore generale della Asl tarantina ( cui compete la vigilanza dal punto di vista sanitario) e ai sindaci di Statte, comune competente per territorio, di Taranto e Massafra, le due città a cui appartengono i randagi presenti nel canile.
A mettere sotto chiave il canile di Statte gli uomini del corpo forestale. Il provvedimento è attualmente all’attenzione del sostituto procuratore Alessio Coccioli.
In questa fase ai sindaci dei Comuni di Taranto e Massafra è chiesto di sostenere i costi per il mantenimento degli animali, in tutto 585, stipati in quelle gabbie passate al setaccio dagli uomini del Nirda, il nucleo investigativo per i reati in danno degli animali del Corpo forestale dello stato.
Al custode giudiziario, uno degli esperti di cui si sono avvalsi gli uomini del Nirda durante la “visita” al canile, nonché presidente dell’Anta onlus ( l’associazione nazionale tutela animali) il compito di coordinare le attività. «In questa fase - dichiara Mei Tomasi - è necessario provvedere al mantenimento dei cani -che non significa solo dar loro da mangiare ma garantirne la cura - e alla realizzazione di piccoli interventi di manutenzione sulle strutture. All’interno delle gabbie l’erbaccia incolta, cresciuta a dismisura, e pietre taglienti hanno creato problemi ai cani». Zampe ferite e proliferazione di zecche hanno minato la salute delle bestiole. «Vista dall’esterno l’emergenza sembrava circoscritta ad una decina di cani, colpiti da tumori e vistose piaghe.
Ma evidenti segni di sofferenza li presentavano anche altri animali - dice il presidente Anta. La situazione insomma è tragica per una decina di animali: tumori aperti e occhi sanguinanti. Un cane era letteralmente squarciato dal tumore. Per gli altri, che all’apparenza sembrava stessero bene, in realtà ci sono delle gravi patologia in corso. Come la leishmaniosi e in genere le malattie derivanti dalla puntura delle zecche che portano ad esempio alla mancata coagulazione del sangue. Hanno bisogno di immediati interventi sanitari. Solo che, se la cosa fosse limitata ai privati, le procedure sarebbero immediate. Facendo capo ai comuni la spesa per il loro mantenimento, ci sono iter burocratici». Insomma, bisognerà fare quanto prima e il più possibile per queste sfortunate bestiole.
Qualche conto è stato intanto già fatto e sono state gettate le basi per la prossima organizzazione del canile. «I Comuni - prosegue Mei Tomasi - saranno chiamati a pagare quantomeno le quote che pagano attualmente. Una spesa che si aggira intorno ai 2 euro per ciascun cane ( la maggior parte sono del Comune di Taranto, ndr). Solo che ora tutte le somme verranno utilizzate unicamente per gli animali essendo venute meno le spese da corrispondere per la gestione». Dopo le polemiche scaturite negli ultimi giorni, una precisazione. «Nessuna associazione è stata incaricata della gestione del canile. Certo, collaborazioni fattive da parte degli animalisti saranno bene accette. Il mio compito in qualità di esperto è quello di fornire la mia collaborazione alle istituzioni in questo momento». Ora il prossimo passaggio è la decisione della Procura. «Nel momento in cui il provvedimento dovesse essere convalidato diventerò coordinatore a tutti gli effetti. E solo allora si potrà pensare a soluzioni definitive». Del tipo ? «Penso che l’unica possibile sia quella dello smantellamento di quella struttura e la realizzazione di un nuovo canile. Spetterà poi ai Comuni decidere a chi affidarne la gestione». L’assessore comunale all’Ecologia Bruno Pastore ha negli scorsi giorni anticipato il progetto di realizzare, già per aprile 2008, una nuova struttura grazie alla disponibilità di un terreno da parte di un privato in una zona non lontana dal canile d Statte. «Alla Asl compete la supervisione sanitaria. Per la cura degli animali verranno chiamati dei veterinari.
E, sempre una volta convalidato il sequestro, ci vorrà anche la collaborazione di altre dieci, quattordici persone. Le troveremo sul posto, senza bisogno di rivolgerci fuori». Per questo riguarda le scorte sono arrivate stamattina le crocchette che serviranno a sfamare i cani per una settimana. «Non aspetteremo che qualcuno si faccia vanti con delle donazioni. In questo momento soprattutto servono certezze. Ed è per questo che bisogna rivolgersi alle istituzioni. Le donazioni, se dovessero arrivare e se dovessero risultare superflue, le dirotteremo inoltre strutture bisognose». Attualmente a seguire i cani sono i loro amici di sempre.
Ovvero il personale col quale hanno già sviluppato un rapporto di confidenza. La scorsa settimana centinaia di carcasse furono rinvenute, sempre dalla Forestale, nella gravina a poca distanza dalla struttura. Un fatto che, oltre a far rabbrividire alla vista degli animali in avanzato stato di decomposizione ammassati in quello che è stato ribattezzato il canyon dell’orrore, ha scatenato i dubbi sulle condizioni in cui le bestiole erano tenute all’interno della struttura. La verità su quelle carcasse si attende dagli esami del centro zooprofilattico di Foggia. Accertamenti indispensabili per risalire ad eventuali responsabilità del titolare della società che gestiva il canile. Anna f.





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