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Data:  21/11/2007


   Sede Nazionale
Relazione sulla Giornata di studi sul Terzo Settore a Roma




Nota del Presidente Bruno Mei Tomasi



Roma - Relazione sulla Giornata di Studi sul Terzo Settore del 21/11/07

Il convegno del Terzo Settore e delle ONLUS, svoltosi a Roma il 21.11.2007, dove ha visto la partecipazione anche del Presidente del Consiglio Romano Prodi, ha messo in evidenza alcuni problemi molto importanti, ne riportiamo i passaggi più rilevanti.

Si è parlato del 5x1000, e come questo istituto sia messo a rischio per il futuro, è a rischio la stessa somma preventivata per esser suddivisa tra le Associazioni, in ordine a questi fatti il Governo aveva preventivato la somma di 400.000.000,00€, da distribuirsi tra le associazioni accreditate, tale somma non è stata confermata ed è stata ridotta in fase di discussione a soli 100.000.000,00€ praticamente un quarto di quanto preventivato e molto inferiore alla somma realmente raccolta, ben 16.000.000 di Italiani hanno espresso la loro preferenza.

Nella discussione che ne è seguito, si è anche discusso sulle modalità della raccolta delle adesioni del 5x1000 e come l’incidenza della pubblicità sia determinante per alcuni Associazioni, dominanti rispetto invece al lavoro svolto nel silenzio da tantissime Associazioni che, non potendo accedere facilmente ai sistemi mediatici, ricevono un’adesione molto inferiore.

Un altro argomento, trattato dai relatori, è stato quello di paragonare il lavoro del volontariato a quello svolto come lavoro nero, in pratica molte istituzioni ( le amministrazioni comunali in particolare ) vedono l’impegno del volontario come lavoro gratuito, senza limiti e obbligatorio.

Il volontario è una persona che, risolta la prima esigenza di soddisfare il proprio bisogno, dedica parte del suo tempo alle attività sociali e a favore di altri soggetti, siano essi umani che animali, includendo anche chi si impegna verso la salvaguardia dell’ambiente, lo fa gratuitamente ma senza particolari impegni, ciò determina un falso messaggio per chi invece lo interpreta come obbligatorio e senza riserve, solo perché ci si organizza in Associazioni.

Purtroppo, questa condizione è favorita anche dai comportamenti di alcuni “volontari”, dove gli stessi si “presentano”, come soggetti isterici e con problemi di socializzazione, ai margini della società, mostrando una disponibilità senza limiti, ricattabili moralmente, come se non avessero altri scopi nella vita.

Quest’ultimo è un problema che riguarda tanti, va ricordato che nessuno è baciato dalla sacralità divina a svolgere un compito al di sopra delle proprie possibilità, bisogna ridisegnare il ruolo del volontario, ogni soggetto volontario deve sentirsi impegnato e non obbligato a svolgere certi ruoli all’interno di questa società.





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